Collana “I Santi in tasca”

Non poteva non partire con Giovanni Paolo II, il Papa che nel suo ministero puntò a valorizzare i testimoni della fede, la collana “I santi in tasca” nata dalla collaborazione tra il settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio Il Nuovo Giornale e l’editrice diocesana “Berti”.

COME’ NATA L’INIZIATIVA EDITORIALE. L’approdo in libreria segna la svolta di un’esperienza nata nel dicembre 2004, su suggerimento del disegnatore Renato Vermi: regalare ogni mese agli abbonati una pubblicazione tascabile, di taglio popolare ma accurata sul piano storico, per diffondere la conoscenza di santi, beati o figure carismatiche della Chiesa piacentina. «Con il desiderio – spiega il direttore de Il Nuovo Giornale don Davide Maloberti – di suscitare, attraverso l’accostamento alla vita di chi ha vissuto il Vangelo in diverse epoche ed ambienti, un rinnovato desiderio di santità».

L’interesse incontrato tra i lettori è stato sorprendente. Così, dal 2007, “I testimoni della fede” – questo il titolo originario della collana – sono stati esportati in altre diocesi, incrociando le esigenze di tante Congregazioni ed associazioni grazie alla formula proposta: un testo che nasce dallo studio di biografie e scritti della figura presa in esame, firmato da giornalisti – il team di autori è composto da Gaia Corrao, Lucia Romiti e Barbara Sartori -, arricchito da illustrazioni, biografia e bibliografia essenziale. Finora i titoli usciti sono 43 e spaziano da personaggi locali a figure note a livello internazionale. Basti citare la missionaria Francesca Saverio Cabrini, il padre dei migranti Giovanni Battista Scalabrini, il sacerdote dei lebbrosi padre Damiano di Molokai, il diplomatico dell’Ost Politik vaticana Agostino Casaroli.

UNO STRUMENTO DI EVANGELIZZAZIONE. Con la nuova iniziativa editoriale “I testimoni della fede” non vanno in pensione. Continuerà l’esperienza, affiancata dalla collana “I santi in tasca”, che propone biografie di figure di rilevanza spirituale, umana, etica, che, per la loro vita coerente fino all’eroismo ai principi del Vangelo, continuano ad essere fari a cui guardare. Uomini e donne, per lo più santi o beati della Chiesa cattolica, attraverso cui veicolare il messaggio cristiano di amore e speranza, il valore del servizio e del sacrificio, la forza della fede, il coraggio del martirio. Si tratta di personaggi di interesse nazionale, per lo più vissuti in epoca contemporanea, con carismi particolari diversi, ma tutti con un ruolo profetico nella Chiesa e nella società.

I testi sono in formato tascabile, di 64 pagg., interamente a colori, arricchiti dalle illustrazioni di Renato Vermi, da biografia e bibliografia essenziale.

«Una pubblicazione come questa non è in alternativa ad altre più ampie – precisa don Maloberti –, ha però il vantaggio di essere fruibile a un vasto pubblico e costituisce pertanto un prezioso strumento di evangelizzazione».

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Per dirla con uno slogan: Santi non si nasce, si diventa. Giorno dopo giorno, tra le pieghe della vita, nei momenti di gioia e in quelli di dolore, nei giorni di luce e in quelli di tenebra, la santità è un piatto che dall’Alto viene servito a tutti. La santità è per tutti. Non per alcuni. In fondo la vera chiamata dei figli di Dio è proprio questa: farsi santi, come il nostro Signore Dio è santo.
Erroneamente siamo portati a pensare che i santi siano vissuti solo sui libri che ne raccontano le gesta, o sui santini che li rappresentano. I santi invece, sono persone impastate di terra e di cielo esattamente come noi. Hanno camminato per le stesse vie del mondo sulle quali camminiamo noi, hanno pianto, hanno riso, si sono arrabbiati, innamorati, hanno commesso errori e peccati. Esattamente come tutti gli altri. Un’unica differenza io vedo tra noi e loro: tutti sbagliano e cadono, ma ciò che distingue un santo da uno che non lo è, è la velocità con cui, dopo una caduta il santo si rialza e riprende il cammino. Perché? Semplice. Perché il santo sa guardare in Alto, sa che la sua fiducia è in Dio, che i suoi giorni sono nelle mani di un Padre infinitamente buono e misericordioso, al quale giorno dopo giorno lui rinnova il suo Sì. Tutto qua.
Scrivere sui santi è anzitutto un dono per chi, come me, ha avuto occasione di farlo. Studiare la vita di un santo, è una grande ricchezza. Si impara che la santità non nasce lassù nel cielo, ma al contrario, quaggiù sulla terra, nelle mille situazioni della quotidianità e molto spesso in mezzo a enormi difficoltà. I santi sono nostri amici, ci sono vicini, ci comprendono perché la loro vita è tanto simile alla nostra. Anche loro hanno avuto dubbi, delusioni, sofferenze, reazioni sbagliate, incomprensioni. Solo che loro, anziché abbattersi o ripiegarsi su se stessi, hanno sempre tenuto fisso lo sguardo in Dio e si sono lasciati plasmare e modellare dall’Amore di Dio, che fa nuove tutte le cose.
Studiando la vita di tanti santi ho potuto osservare un altro particolare interessante: ho notato che mentre io voglio condurre la barca della mia vita dove decido io, i santi accettano di lasciarsi condurre dal vento ora soave ora impetuoso dello Spirito Santo. E così prendono il largo, vanno lontano, si immergono nel grande oceano dell’Amore di Dio. E già sulla terra, pur tra le mille sofferenze della quotidianità, loro riescono ad assaporare la gioia del Paradiso. E fanno grandi cose, in nome di Dio, per la sua maggior gloria.
Avere un santo per amico è bello. I santi ci mostrano il cammino, ci accompagnano, ci danno l’esempio. Ci avvicinano a Dio.
Diventa amico dei santi e la tua vita avrà un sapore diverso, più intenso, più vero. I santi rappresentano un ponte tra la terra e il cielo. Un ponte da percorrere, per arrivare anche noi in alto. Senza paura, senza timore. Nella certezza che Dio chiama alla santità anche me e anche te…. Buon Paradiso a tutti!

Gaia Corrao